Descrizione
La Cappella di Sant'Antonio a Camerota è un luogo di culto di grande rilevanza storica e spirituale, situato a 432 metri sul livello del mare, ad ovest del centro abitato, sul colle omonimo. La struttura presenta una pianta quadrata con profilo a capanna, tipica dell'architettura religiosa rurale dell'epoca.
Cronologia Storica:
XVI secolo: La cappella nasce come edicola votiva, probabilmente nel XVI secolo. Un documento del 1637 riporta che il camerotano Giuseppe di Novi assegnò una rendita di 50 ducati per la celebrazione annuale di diciotto messe presso l'edicola.
29 aprile 1637: Durante una visita pastorale, il vescovo Pietro Magri incaricò il sacerdote don Francesco Trencia di nominare un "questuante" per raccogliere fondi destinati all'ampliamento dell'edicola.
3 maggio 1653: Grazie alle donazioni dei fedeli, la cappella fu ampliata e consacrata dal vescovo Filippo Giacomo.
1701: L'Università di Camerota si attribuì il diritto di patronato sulla cappella, eleggendo un amministratore per la gestione dei beni e dei censi del Monte frumentario.
XVIII secolo: Le visite pastorali dei vescovi Andrea De Robertis, Giovanni Battista Minucci, Francesco Pantuliano e Giuseppe de Rosa confermarono il buono stato della cappella e degli arredi sacri, evidenziando la crescente devozione popolare.
21 gennaio 1861: Il rettore don Antonio Calicchio descrisse l'altare maggiore come "fatto alla monacale", con una statua di Sant'Antonio collocata sulla sommità.
Oggi: La cappella è custodita da una famiglia locale e viene aperta ai fedeli il 13 giugno, in occasione della festività di Sant'Antonio.
Leggende e Devozione Popolare:
Una tradizione locale narra che la cappella fu edificata per volontà di un marinaio che, trovatosi in difficoltà durante una tempesta al largo, vide una luce proveniente dal Monte di Sant'Antonio che lo guidò in salvo. In segno di gratitudine, il marinaio fece costruire l'edicola votiva sul monte.
Nel marzo 2021, la cappella è stata elevata al rango di "Santuario diocesano" dal vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, monsignor Antonio De Luca, in riconoscimento della sua valenza storica e della profonda devozione della comunità locale.
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